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Fulvio Bongiorno

 

Dal 1974 è professore Universitario di Analisi Matematica  a Roma, attualmente a Roma Tre. Dagli anni '70 è associato all'INFN (istituto Nazionale di Fisica Nucleare , Frascati). I suoi interessi vanno dalla Matematica (pura e applicata) alla Fisica (sperimentale e teorica), agli aspetti quantitativi e scientifici delle aree delle ingegnerie direttamente collegate alla sua attività professionale, e si estendono anche alla scrittura sia poetica che narrativa, che, dal suo punto di vista, è contestuale alla scienza. Volendo usare l’allegoria delle due facce della medaglia, non è detto nemmeno che le aree della scienza e delle lettere si  trovino su facce opposte. Egli sostiene che "per fare una buona scienza non occorre essere meticolosi", come fa dire da uno dei suoi personaggi letterari. Ha fatto parte di una Commissione Parlamentare per ricollocare l’Università e la Ricerca sui percorsi per la promozione della tecnologia e della conoscenza che conducono a un maggiore benessere dei cittadini e a una maggiore soddisfazione degli operatori dei settori. E' tra i soci fondatori dell'associazione  culturale no-profit  Museo Energia in cui dal 2010 ricopre la carica di Presidente (www.museoenergia.it). Museo Energia si occupa di  diffondere tra gli studenti del secondo triennio degli Istituti Superiori di ogni ordine, la conoscenza delle Risorse naturali, Energie e Ambiente, mettendo a contatto con loro esperti al massimo livello dello stato dell'arte e delle tematiche in progress.

Il contatto si realizza attraverso:

  • numerosi articoli pubblicati sul sito, tutti corredati di foto e curriculum degli Autori.
  • Front-lesson presso gli Istituti.
  • Manifestazioni promosse dall'Associazione presso sale di Istituzioni pubbliche o private, integralmente filmate  e messe in rete.
  • Concorsi indetti tra gli studenti per la produzione di lavori sugli argomenti di volta in volta proposti.

Relativamente agli ultimi concorsi, l'Associazione ha avuto l'onore di ricevere dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dalla Presidenza del Senato due medaglie di rappresentanza da consegnare alle Istituzioni partecipanti più meritevoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tre fiori all’occhiello.

  • La ricerca sperimentale di antimateria di origine cosmica in un team internazionale col supporto di ESA (European Space Agency), ASI (Agenzia Spaziale Italiana), NASA (National Aeronautics and Space Administration). Questo ha aperto la via per concludere che nel nostro universo non ci sono aggregati macroscopici di antimateria (antistelle, antigalassie).
  • La ricerca teorica sulla regolarizzazione delle equazioni di Einstein. Uno dei risultati connessi con questa linea è che il viaggio nel tempo è compatibile con la Relatività.
  • Dato che dal tempo in cui Leonardo ha concepito una macchina per il volo al momento di volare sono passati secoli, Bongiorno ha pensato che le applicazioni dei risultati del suo team non si vedranno a breve. Ragion per cui, sospesa la ricerca di fisica teorica in attesa della macchina del tempo,  si è dato a indagare sugli aspetti biopsichici che la prospettiva del viaggio nel tempo comporta per l’uomo.

 

Ci sono stati risultati?
    L’indagine ha prodotto una serie di romanzi. Nulla a che vedere con la fantascienza. Sono storie di amori ed emozioni umane di sempre integrate in scenari nuovi, costruite sulla base di due regole:

  • l’adesione a quanto indicato nelle Lezioni americane di Calvino,
  • l’uso del fraseggio orfico e sensitivo della scrittura di Bonaviri.

Il materiale e le modalità narrative nascono dagli scambi e dal confronto con gli amici più stretti del quotidiano.

 

Ne è valsa la pena?
    Quest’ultima operazione ha offerto a Bongiorno l’occasione di esplorare due tematiche nuove potrebbero dare risultati a breve-medio termine:

  • quella di sperimentare l’uso delle percettività emotive e irrazionali  per una  migliore conoscenza del mondo;
  • quella di voltar pagina sulla matematica che Galileo considerava fosse il linguaggio della Natura.

 

 

Bongiorno, pensando che la matematica non sia nient’altro che un linguaggio, ritiene il suo lessico attuale del tutto inadeguato alla crescente  complessità  degli eventi coi quali oggi si confrontano i pensatori. La matematica che conosciamo non basta più. Allora è più sensato orientarsi verso l’idea di imparare direttamente dalla Natura quale sia il suo linguaggio. Ecco! Questo sarebbe il lessico di una nuova matematica, perfettibile, che dovremmo imparare e codificare.